L’Irpinia si prepara al caldo africano, rischio siccità

L’Irpinia si appresta a fronteggiare
l’ondata di caldo che invaderà l’Italia, ma le attenzioni principali
saranno rivolte alle falde acquifere e al rischio incendi. Le
temperature attese non sono tra le più piacevoli, nonostante la
situazione possa essere definita leggermente migliore rispetto alle
altre province campane. I picchi previsti per i prossimi due giorni
sono intorno ai 35 gradi e bisognerà aspettare la tarda notte per
cominciare a respirare un poco. Stessa sorte toccherà ai Comuni
dell’hinterland, della Bassa Irpinia e della Valle dell’Irno, mentre
la situazione sarà migliore in Alta Irpinia e Valle dell’Ufita e Valle
Caudina, grazie anche alle posizioni più alte dei Comuni.
Un vero e proprio piano per fronteggiare l’emergenza caldo non Ë stato
predisposto dai Comuni coinvolti alla luce anche del fatto che, le
temperature attese, non arriveranno a quei 40 gradi previsti in altre
parti d’Italia. Inoltre, rispetto ad alcuni Comuni campani, l’Irpinia
non è stata ancora toccata dall’emergenza rifiuti. Se da questo punto
di vista, quindi, la provincia può dirsi salva, sullo sfondo invece
resta sempre il rischio della crisi dell’acqua. L’allarme è stato
lanciato dall’Alto Calore nei giorni scorsi e comunicato a tutte le
amministrazioni locali.
“L’attuale ondata di calore rischia di determinare, da qui a
brevissimo tempo, uno stato di siccità su tutto il territorio servito
dall’azienda, con potenziale rischio di sofferenza per le falde
acquifere a cui attinge l’acquedotto pubblico”. E’ quanto si leggeva
nella missiva inviata ai vari Comuni soci di Alto Calore lo scorso 11
giugno, quindi prima che venisse annunciato l’arrivo dell’Anticiclone
Nord-Africano. Con i picchi di temperature previste, quindi, la
situazione rischia di precipitare.

Vari Comuni irpini, a cominciare dal capoluogo, hanno
gi‡ preso le contromisure sulla scorta della richiesta di Alto Calore
ed emanato apposite ordinanze per limitare l’utilizzo dell’acqua
pubblica.
In pratica sarà consentito solo per scopi alimentari,
igienico-sanitari e domestici. Proibiti, e a rischio sanzione, tutti
gli altri utilizzi, dall’irrigazione di orti e giardini, passando per
il riempimento di piscine e la pulizia di cortili e spazi comuni.
L’obiettivo è quello di proteggere il più possibile le falde acquifere
nella speranza che l’Irpinia non si trovi a dover fronteggiare una
crisi idrica simile a quella di due anni fa quando furono molti i
Comuni a rimanere a secco per buona parte dell’estate. Le temperature
torride in arrivo, inoltre, destano preoccupazione anche sul versante
degli incendi boschivi, d’altronde la Regione Campania ha già
dichiarato lo stato di grave pericolosità.
I Comuni stanno dando seguito con apposite ordinanze, a cominciare
dalla Valle dell’Irno e Solofra, in cui viene vietata la bruciatura
di vegetali e loro residui, ma anche imposto la pulizia di boschi e
campi sia per prevenire gli incendi che per evitare il loro
espandersi.

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