Il Consiglio d’Europa vota per evitare la ‘Ruxit’

Scongiurare la ‘Ruxit’, cioe’ l’uscita della Russia dal Consiglio d’Europa, che Mosca minaccia di attuare se i suoi parlamentari non potranno tornare entro poche ore a partecipare ai lavori dell’assemblea parlamentare senza essere sanzionati per le scelte ‘geopolitiche’ del loro Paese, come accaduto nel 2014 e 2015 a causa dell’annessione della Crimea. Questa la sfida a cui devono rispondere i circa 300 parlamentari degli altri 46 Stati membri dell’organizzazione paneuropea – compresi gli ucraini, i georgiani e i britannici – che con il loro voto devono decidere se e come i colleghi russi potranno essere riaccolti, gia’ da domani, a Strasburgo. E quindi votare mercoledi’ per eleggere il nuovo segretario generale del Consiglio d’Europa.

“Tutte le forze politiche nella delegazione italiana sono favorevoli al ritorno dei russi” dice il deputato pentastellato Alvise Maniero, che guida la compagine italiana. Ma in effetti a Strasburgo nessuno vuole veramente la ‘Ruxit’. Il grande disaccordo in seno all’assemblea e’ sul come e sotto quali condizioni debbano essere riammessi i rappresentanti di Mosca, e in particolare se bisogna cancellare la possibilita’ di sanzionare le delegazioni, come chiede la Russia, oppure no.

La posta in gioco nella partita in corso nella citta’ alsaziana – dove il dibattito pre-voto e’ appena iniziato e potrebbe protrarsi nella notte – e’ fondamentale non solo per i rapporti con Mosca, ma per il futuro stesso dell’organismo paneuropeo. Un’eventuale ‘Ruxit’, secondo l’opinione unanime degli addetti ai lavori, aprirebbe una crisi politica, istituzionale e finanziaria senza precedenti.

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