Il ritorno di Cabo, tutta l’infinita leggerezza dell’essere rock

Possiamo sospenderci dal frastuono del mondo che ci accerchia? Possiamo recuperare il respiro di un’emozione nel continuo perdifiato del tempo che tenta di soffocarci? Si, se sentiamo «battere le ali chiuse in una poesia»; perché il rock, quello di Cabo, è inquietudine, non perdizione.

di ANTONIO BLASOTTA

Quando l’irrequietezza dell’intelligenza è ininterrotto esercizio di eccellenza, col passare degli anni diventa conquista di leggerezza: quello stato d’animo che ti consente di riassumere le acrobazie della vita senza mai perdere l’equilibro, pur restando in bilico sul mondo. Gianluigi Cavallo, Cabo, ne è la profezia, con questo “Leggero” (qui il video) che segna il ritorno alla sua “Base ribelle” (titolo dell’ultimo album dell’ex frontman dei Litfiba), da cui sono partite tutte le sue inquietudini diventate musica, poi impresa (è stato il primo ad inventare “lo sfoglio” digitale dei giornali, fondando Virtualcom), ora nuovamente musica: inevitabilmente rock, per il suo trasporto viscerale col mondo, ma con la leggiadria di chi ha imparato a sospendersi da esso recuperando il respiro delle emozioni nel continuo perdifiato del tempo che tenta di soffocarci.

Dopo aver riscattato i sogni più intrepidi, oggi Cabo riesce ad affidare alla scrittura ferma, penetrante, della sua voce il racconto di un’esistenza che per coltivare l’inquietudine, evitando la perdizione, deve recuperare l’ascolto del battito delle «ali chiuse nella poesia» che l’attraversa. Oggi Cabo riesce a realizzare il suo desiderio più grande, connaturato alla genitorialità di ognuno di noi: insegnare al figlio 24enne Zeb (che ritrovo uomo e un artista straordinario, dopo l’ultima volta, quattro anni fa, che l’ho visto esibirsi al suo fianco, a Firenze) che si può «sopravvivere al mondo e alla pazzia, restando sempre come sei»; cioè, un irrinunciabile ribelle ma con la vocazione ad essere migliore, soprelevato quanto occorre all’ingorgo dei giorni, perché, in definitiva, gli angeli volano solo prendendosi alla leggera.

Cabo con il figlio
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