Droga: traffico da 20 mln di dollari, umbro arrestato in Perù

C’e’ apprensione in Umbria per le sorti di Riccardo Capecchi, 41 anni, un fotografo di Castiglione del Lago arrestato in Peru’ 34 giorni fa nell’ambito di un’inchiesta sul traffico di droga che ha portato al sequestro di 291 chilogrammi di cocaina – per un valore che si aggirerebbe sui 20 milioni di dollari – nascosta nel tetto di alcuni camper.

Nel corso dell’operazione della Direzione antidroga peruviana, denominata “The Romanos” – della quale danno notizia oggi alcune testate locali umbre – sono stati arrestati anche altri quattro italiani con i quali il fotografo avrebbe avuto contatti di lavoro. “Capecchi – ha detto all’ANSA il suo legale, Giuseppe Gasparri – era all’oscuro di tutto e faremo di tutto per dimostrarlo”. “Era stato contattato ad un matrimonio – ha spiegato il legale – per realizzare un reportage fotografico sul turismo in Peru’ tramite dei pickup trasformati in camper”.

“E’ stato per settimane in albergo – ha spiegato ancora l’avvocato Gasparri – aspettando una telefonata da queste persone, inutilmente. Poi e’ arrivata la polizia per una perquisizione, con esito negativo, e dopo un interrogatorio in centrale e’ stato arrestato”.

“Lui – ha detto il legale – era partito per il Peru’ con grande entusiasmo e con tutta l’attrezzatura fotografica necessaria”. Secondo la polizia peruviana, gli altri italiani arrestati erano entrati in Peru’ singolarmente tra marzo e aprile, provenienti dalla Spagna, mentre i pickup erano arrivati dal Belgio. Una volta in Peru’ avrebbero modificato i tetti dei mezzi per nascondere la droga da riportare in Italia.

“Nonostante la convalida dell’arresto – ha sottolineato l’avvocato Gasparri – abbiamo degli elementi che depongono a favore di Capecchi, tra cui le dichiarazioni di uno degli arrestati che lo discolpa, tenendolo fuori dal traffico di cocaina. Altri elementi emersi dall’indagine, invece, sono
contraddittori, come la presenza di un autista che accompagnava gli arrestati, non il mio cliente, ma che non compare nell’ordinanza di arresto. Ci sono anche altri punti da chiarire: se gli altri italiani erano gia’ stati attenzionati dalla polizia peruviana, cosi’ non e’ per il mio assistito che non e’ mai stato nel garage dove modificavano i pickup”. La famiglia di Capecchi segue costantemente la vicenda, ha concluso l’avvocato Gasparri , e “vive in apprensione per l’avvicinarsi del processo – anche in considerazione del timore di una condanna che per i reati di droga in Peru’ e’ altissima”.

L’ambasciata d’Italia a Lima, in stretto raccordo con la Farnesina e con le autorita’ locali, segue fin dal primo momento e con la massima attenzione la vicenda di Riccardo Capecchi in contatto con i legali e i familiari del connazionale. Lo si apprende da fonti della Farnesina.

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