Fico a Conte, troppi dl alterano rapporto tra poteri

“Garantire condizioni piu’ equilibrate nell’esercizio della potesta’ legislativa fra Governo e Parlamento” e’ l’obiettivo che conclude la lettera sull'”ingolfamento” dei decreti legge inviata dal presidente della Camera Roberto Fico al premier Giuseppe Conte e che e’ stata resa nota.

“Mi riferisco – scrive Fico – agli effetti che l’adozione dei decreti legge dispiega sulla programmazione e sull’ordinato svolgimento dei lavori parlamentari, anche in ragione della non contingentabilita’ dei tempi del loro esame presso la Camera”. Il ricorso “a tale strumento assume rilevanti dimensioni” ed e’ “suscettibile di produrre un’alterazione del fisiologico assetto costituzionale dei rapporti fra Governo e Parlamento nell’esercizio della funzione legislativa, alimentando tensioni nella dialettica fra la maggioranza e le opposizioni”. Inoltre, sottolinea Fico, le dimensioni “molto ampie” dei dl rischiano di “determinare un’eccessiva compressione presso la Camera chiamata per seconda ad esaminare” il testo.

“Va senz’altro dato atto all’attuale Esecutivo che il numero di decreti legge adottati nel primo anno di legislatura e’ inferiore a quello dei provvedimenti d’urgenza presentati alle Camere nei corrispondenti periodi delle precedenti legislature – afferma Fico -. Cio’ nonostante, si tratta comunque di un numero piuttosto consistente (21 decreti legge in circa un anno), tale da incidere sensibilmente sulla programmazione dei lavori parlamentari, soprattutto in presenza di decreti legge connotati da una particolare ampiezza e complessita’ di contenuti e che intervengono su una pluralita’ di settori”.

“Dimensioni molto ampie dei decreti risultano, infatti, difficilmente compatibili con i ridotti tempi di esame parlamentare imposti dalla scadenza costituzionale dei provvedimenti d’urgenza – si legge ancora nella lettera – e rischiano, in particolare, di determinarne un’eccessiva compressione presso la Camera chiamata per seconda ad esaminare il provvedimento, ove l’iter presso la prima si prolunghi ben oltre i trenta giorni”. Fico fa l’esempio del dl Sblocca cantieri, rimasto al Senato 50 giorni e che la Camera ha potuto esaminare per soli 10 giorni. L’inverso accadra’ al dl Crescita.

Fico ammette che “puo’ aver influito sull’articolazione dei tempi di esame da parte delle due Camere il periodo di sospensione dei lavori parlamentari in vista delle elezioni per il Parlamento europeo”. “A questo riguardo segnalo tuttavia l’opportunita’ che vi sia un migliore coordinamento delle scelte di competenza governativa relative all’iter dei diversi provvedimenti d’urgenza contestualmente pendenti in Parlamento, affinche’ sia evitato quanto piu’ possibile l’ingolfamento dei lavori delle Camere”. Fico conclude di aver scritto a Conte “nello spirito di fattiva collaborazione”.

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