Ndrangheta, arresto agenti: ‘favori’ ai detenuti

“Elementi di spicco delle cosche cosentine erano ristretti in celle che affacciavano sulla strada in modo da consentirgli di impartire ordini all’esterno attraverso persone appostate sotto il carcere”. Lo ha riferito il comandante provinciale di Cosenza dei carabinieri, colonnello, Piero Sutera, nel corso della conferenza stampa sull’arresto di due agenti della polizia penitenziaria accusati di concorso esterno in associazione mafiosa.

Ma i casi singolari, nell’inchiesta condotta dalla Dda di Catanzaro, non si fermano qui. “Nel carcere di Cosenza – ha aggiunto Sutera – poteva entrare di tutto, dalle droghe che venivano lanciate dentro palline da tennis all’interno del campo di calcio, all’alcol e persino farmaci. In una occasione, un detenuto, che doveva sottoporsi a perizia fonica, ha ricevuto un farmaco per consentirgli di alterare il timbro vocale. Abbiamo registrato anche il caso di un imprenditore sotto usura ‘convocato’ sotto la finestra di un detenuto per imporgli di restituire la somma di 100 mila euro che gli era stata prestata”. Il capitano Giuseppe Sacco, comandante del Nucleo investigativo di Cosenza dei carabinieri, ha riferito che “in alcuni casi gli agenti che lavoravano onestamente e facevano il loro dovere all’interno del carcere sono state vittime di vere e proprie rappresaglie”.

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Un pensiero riguardo “Ndrangheta, arresto agenti: ‘favori’ ai detenuti

  • 4 Agosto 2019 in 05:23
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    Mi riferisco all’uccisione del V.B con 8 coltellate da parte di un giovane Americano di 19 anni.Voglio metter a luce 2 motivi cha avrebbero salvato la sua vita.
    1. E’ una cosa pazzesca poter digerire il fatto che un agente di srvizio lascia la sua pistola in Caserma
    2. Contrariamente a quello che ha detto il Generale dell;Arma, ben capisco cerca do scopare a polvere sotto il tappeto.
    3. ll Generale ha affermato anche se avesse avuto la pistola, sarebe morto ugualmente. Ma questo Generale, con questo discorso, cerca di coprire l’incopetenza del suo gruppo.
    4. Sotto qualsiasi situazione tu NON lasci la pistola in nessun posto.
    5. Il punto piu importante, questi due “baccala” non indossvano il giubotto anti proiettile. Perche? Molto semplice, non hanno mai rivevuto un addestramento per essere un buon poliziotto. Rimprovero i “capoccioni” che non contrallani il personale.
    6. Il “mammalucco” del Generale non capisce se il V.B. avesse avuto la pistola in pugno (a secondo i fatti lui se l’avrebbe inpugnata” e con la pettorina anti proietteli gli avrebbe salvato la vita ed sarebbe stato in grado di sparare corpo a corpo contro l’assalitore.
    STRno CHE NESSUn GIORNALISTA O GIORNALE ABBIANO RIPORTATO QUESTA “IMPORTANTISSIMA” NOTIZIA.
    Saluti da Los Angeles, CA ….John Rosati

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