Salvini vuole fare Trump e sfida l’Ue

E mentre Salvini fa l’americano, il suo alleato pentastellato rilancia: “Bisogna restituire dignità’ a milioni di lavoratori sottopagati, ma al contempo occorre aiutare anche le imprese uccise dalle tasse” così  Di Maio durante la riunione convocata a palazzo Chigi con i suoi ministri sul salario minimo e decreto dignità. 

di COLOMBA MONGIELLO

Il viceministro dell’Interno Matteo Salvini vola negli Stati Uniti per accreditarsi quale interlocutore per l’Italia con l’America di Trump. Gioca a tutto campo il leader del carroccio sapendo di avere nel presidente USA un ascoltatore privilegiato, sposa la politica estera di Trump che non incontrerà in questo  viaggio e marca la distanza dalla politica estera a 5 stelle. 
 “L’Italia e’ il primo, più’ credibile, più’ solido interlocutore degli Usa nell’Unione europea” dice Salvini in conferenza stampa  a Washington.  “Porteremo a casa il taglio tasse” aggiunge ai giornalisti che lo incalzano sulla risposta alla Ue in merito alla procedura di infrazione per debito eccessivo denunciando “l’ostinazione della Ue con i suoi limiti su investimenti e altro”. “Questo non aiuta”, ha aggiunto il vicepremier.
 “Ho sentito Conte ieri, siamo d’accordo di vederci prima di spedire la lettera a Bruxelles. Ma i contenuti sono condivisi”, ha aggiunto il vicepremier Matteo Salvini durante la conferenza stampa. 
E alla domanda “serve una manovra “trumpiana” per l’Italia?  “Why not? risponde il vicepremier “ Politica economica e fiscale Usa un esempio”. Un accenno poi all’acquisto degli F35: “Dal mio punto di vista gli accordi sottoscritti non si possono rimangiare. Investire in ricerca coinvolgendo forza lavoro italiana è assolutamente utile e sano”. Il riferimento è al programma di acquisto degli aerei da guerra americani da parte dell’Italia fortemente contestati dagli alleati 5 stelle. Salvini si allinea nettamente a Trump anche sulla crisi Venezuelana, in netto contrasto con gli alleati di governo: “Anche solo lontanamente dare l’idea di poter sostenere un dittatore un criminale come Maduro non serve, non aiuta nessuno”.
E mentre Salvini fa l’americano, il suo alleato pentastellato rilancia: “Bisogna restituire dignità’ a milioni di lavoratori sottopagati, ma al contempo occorre aiutare anche le imprese uccise dalle tasse” così  Di Maio durante la riunione convocata a palazzo Chigi con i suoi ministri sul salario minimo e decreto dignità. Le due proposte, sul salario e sulla riduzione del cuneo, saranno dunque parallele e la proposta sul cuneo fiscale verra’ inserita nella legge di bilancio.
Secca la risposta dell’OCSE. L’introduzione del salario minimo “non è la soluzione alla questione salariale e del mercato del lavoro italiani” dice Andrea Garnero, economista del dipartimento Lavoro e Affari sociali dell’Ocse, in audizione alla commissione Lavoro della Camera. Il tecnico ha anche definito “troppo alta” la cifra di 9 euro lordi all’ora, la più elevata tra tutti i Paesi dell’Ocse. Secondo Garnero, il salario minimo è uno “strumento legittimo, interessante e con potenzialità, ma anche con alcuni limiti”. L’economista ha anche rilevato che in Italia non sempre i contratti collettivi sono rispettati e il 12% dei lavoratori sono sottopagati, soprattutto al Sud. La bocciatura dell’Istat al salario minimo  lascia di stucco Luigi Di Maio . Il vicepremier grillino attacca: “Adesso è troppo”. I suoi temi, quelli che dovrebbero servire per risollevare il Movimento, sono finiti nel mirino dell’alleato che sembra abbia iniziato il bombardamento per smontarli. L’incontro di questa mattina tra il capo politico M5s e i suoi ministri era già in programma ma col susseguirsi delle ore  la pubblicazione delle agenzie contro le misure care ai penta stellati creava non pochi problemi al capo del movimento dopo la clamorosa sconfitta alle elezioni europee. 
L’invasione di campo da parte dei leghisti  si spinge fino al salario minimo, il cui disegno di legge targato Movimento 5 Stelle dovrebbe arrivare al Senato questa settimana ed essere inserito nella legge di bilancio. La proposta dovrebbe deve andare di pari passo al taglio del cuneo fiscale, cioè delle tasse sul lavoro. Nulla in contrario per il Movimento che asseconda l’alleato ma nello stesso tempo deve reagire ai dubbi sollevati dall’Istat a guida Gian Carlo Blangiardo, il presidente targato lega , per il quale “sarebbe di quasi 700 milioni, precisamente 698 milioni di euro, la ricaduta sulle spesa della P.a di un salario minimo a 9 euro e avrebbe  un costo per le imprese di circa 4,3 miliardi di euro”. L’allarme è stato lanciato, vedremo se il governo gialloverde metterà da parte qualche velleità o tenterà la strada della prova di forza con Bruxelles

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *