Resa dei conti con l’Ue, Bagnai arma Tria: «Deve opporsi agli atteggiamenti mafiosi»

In questo momento c’è evidentemente bisogno di creare un incidente che tenga l’Italia sotto un sostanziale potere di ricatto. A questo atteggiamento ricattatorio, mafioso, sono il primo a dire, ma lo farebbe senza che nessuno glielo dica, che il ministro Tria opporrebbe un fermo no

di COLOMBA MONGIELLO

Sara’ la settimana della risposta a Bruxelles da parte del governo italiano che dovrà mettere sul piatto qualcosa di più delle promesse di cambiamento a 5 stelle per evitare la procedura di infrazione per debito eccessivo. Sono giorni che  il premier Giuseppe Conte rimane chiuso nel suo studio a palazzo Chigi per elaborare i contenuti della lettera da inviare a Bruxelles e stavolta il fine giurista dovrà esercitare fino in fondo il suo ruolo di premier per evitare fughe in avanti dei suoi vicepremier che parlano più al loro elettorato che a dare risposte esaustive sia alla commissione che all’Ecofin. 
Forse l’Italia non si aspettava questo termine perentorio ma evidentemente i commissari UE non si sono fidati delle continue sparate dei ministri del governo gialloverde e delle loro politiche che stanno facendo saltare i conti italiani. Quota 100 e reddito di cittadinanza sono risultati onerosi per i delicati conti italiani e nonostante i proclami dei ministri che l’hanno fortemente voluta le misure non stanno avendo gli effetti sperati per dare ossigeno all’economia italiana oramai in recessione. 
Sul reddito  proprio ieri sono piovute forti critiche perché alla mancia elettorale ad un milione e mezzo di italiani non sono seguite le famose norme “antidivano” per consentire l’inserimento dei beneficiari nel mondo del lavoro per cui questa norma rischia di essere troppo onerosa e soprattutto inutile visto che non risolve i problemi della povertà e del l’approccio al lavoro. Ma proprio dal mancato utilizzo di tutte le risorse preventivate sia per il reddito che per quota 100 che Conte guarda per un eventuale tesoretto di 3 miliardi da mettere sul piatto nella contrattazione con la UE. Non saranno sufficienti visto che quota 100 e reddito sono misure triennali che la UE vorrebbe cancellare per lasciare in vita  la riforma riforma Fornero per il sistema pensionistico senza ulteriori finestre. Se a ciò si aggiungono la flat tax e Il salario minimo che a cui guardano i ministri i conti potrebbero saltare. Ma il premier Conte con il ministro Tria non vogliono passare alla storia per essere il primo paese sotto procedura di infrazione per debito pubblico nonostante le provocazioni giornaliere degli alleati di governo. Ultima in ordine di tempo quella del presidente della commissione Finanze del Senato Alberto Bagnai che ieri  nella trasmissione di Lucia Annunziata dichiarava: “In questo momento c’è evidentemente bisogno di creare un incidente che tenga l’Italia sotto un sostanziale potere di ricatto: ti faccio la procedura se tu non accetti una serie di cose. A questo atteggiamento ricattatorio, mafioso, se dovessero evidenziarsi dinamiche di questo tipo, non dico che siano di questo tipo, ma se si dovesse vedere che l’attacco al nostro paese è pretestuoso, sono il primo a dire, ma lo farebbe senza che nessuno glielo dica, che il ministro Tria opporrebbe un fermo no”. 
Sulla sua posizione contraria all’euro, Bagnai ha ribadito: “Abbiamo un contratto di governo ma non penso di poter decidere da solo i destini del Paese; non rinnego nulla di quanto ho scritto da un punto di vista scientifico ma bisogna rispettare il contratto di governo”. Quella di Bagnai è una posizione anti UE come lo sono anche altri esponenti del governo. Ma i sovranisti non hanno la maggioranza nella UE e l’Italia deve fare i conti con la sua posizione completamente isolata e i falchi sono tanti in questo momento in Europa specie dopo la campagna elettorale tutta rivolta contro la UE. Conte e Tria sono avvertiti.

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