Perdi i capelli? Hai bisogno di elevarti al cielo

Prima di essere fisica è psichica e nasconde il bisogno di “elevarsi al cielo più degli altri uomini” e di immergersi in uno stato di illuminazione mistica, dove vengono allontanati i pensieri.

di TIZIANA PRENCIPE

L’alopecia è la caduta di peli o capelli. Può interessare qualsiasi parte del corpo, ma è più frequente sul capo. Esistono diverse forme di alopecia: quella totale implica la perdita completa di tutti i capelli e peli, mentre in quella areata la caduta è localizzata in chiazze rotondeggianti e irregolari. Le cause più frequenti possono essere di tipo stressogeno, tossico (assunzione di farmaci come i chemioterapici), infettivo o ereditario. Tuttavia l’alopecia è strettamente connessa al simbolismo dei capelli. Per dirla alla Groddeck, noto psicoanalista tedesco, l’alopecia prima di essere fisica è psichica e nasconde il bisogno di “elevarsi al cielo più degli altri uomini” e di immergersi in uno stato di illuminazione mistica, dove vengono allontanati i pensieri. Pensieri che sono in genere di origine sessuale, aggressivi o, all’estremo, idee omicide magari rivolte verso figure intoccabili, quali madre, padre e figli. Sono idee tabù che non possiamo nemmeno permetterci di ospitare nella nostra testa. Ecco allora che è meglio disfarsene, e il modo migliore di farlo è di allontanarle attraverso i capelli. E’ facile che, se esistono dentro di noi dei pensieri ostili, siano anche presenti dei forti sensi di colpa e che tutta l’area dei pensieri connessa a tale insieme di sentimenti, ossia ostilità-colpa, venga rimossa dalla sfera conscia della persona. Come può fare il corpo a rimuoverla? Lasciandola ancora una volta cadere. Inoltre la chiazza risulta essere una comoda testimonianza. L’alopecia dimostra molto bene che abbiamo fatto giustizia di queste fantasie inopportune: dimostra quindi a livello cosciente che la rimozione è avvenuta. Ma i capelli hanno anche un profondo significato relazionale e, simbolicamente, spesso rappresentano i legami affettivi. Non a caso, infatti, ritroviamo questa patologia in pazienti che stanno vivendo una situazione di lutto e che si trovano a dover elaborare un distacco. Pensiamo al diradarsi dei capelli che può seguire il parto: in questo caso si verifica una duplice perdita, quella del bambino che si separa dal corpo della madre e quella della massima espressione della femminilità che è costituita dalla gravidanza. Pensiamo ancora alla fine di una relazione sentimentale importante o alla perdita per morte di una persona cara. Spesso capita che la caduta dei capelli si trasformi da semplice forma di disagio a vera e propria angoscia. D’altra parte, i capelli sono legati alla nostra identità e la loro perdita può assumere il significato di perdita della propria identità. Alcuni pazienti vivono l’alopecia con angoscia di castrazione, in altri la perdita della propria immagine ideale provoca un distacco dalla realtà simile ad uno stato di lutto o, più semplicemente, alcuni ritengono di aver perso fascino a livello sessuale. Altri ancora vedono nella caduta dei capelli un segno di decadimento fisico e di vecchiaia. Ecco perché è importante, nel contatto con il paziente alopecico, non sottovalutare il suo stato di ansia e la sua fragilità. Molto utile, un percorso di psicoterapia di tipo psicosomatico.

BIBLIOGRAFIA

  • Dizionario di Medicina Psicosomatica. Edizioni Riza S.p.A. 2012. 
Il desiderio è una forza che ci attraversa. E’ diversa. Non è la forza dell’io semplicemente, ma è qualcosa di ulteriore rispetto all’io. E’ così che la psicologia mi ha trovato e io mi sono fatta trovare. Ho conseguito, quindi, la laurea in psicologia clinica e della salute a Chieti e, ben presto, la specializzazione in psicoterapia presso l’Istituto Riza di medicina psicosomatica di Milano. Non solo una preparazione professionale, ma un vero e proprio percorso interiore. Ho ottenuto poi un master in perizia e psicologia giuridica e attualmente svolgo la libera professione in qualità di psicologa e psicoterapeuta, esperta in tecniche di rilassamento a mediazione corporea e tecniche immaginative.  Al contempo sono relatrice in numerosi convegni, corsi e dibattiti su tematiche di psicologia. Una mente e dunque un corpo. Un corpo danzante, una passione chiamata ballo: per anni atleta agonista della federazione italiana danza sportiva. Quando qualcuno rinuncia ad ascoltare la chiamata del proprio desiderio, lì la vita si ammala.
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