Ultimatum di Bruxelles all’Italia: la resa dei conti in sette giorni

“Non chiedeteci un salasso” dice Salvini altrimenti la nostra risposta sarà no”. Gli fa eco il suo alleato di Di Maio: “Responsabili ma non fessi. Se qualcuno pensa di tagliare i servizi troverà un muro di cemento armato ”.

Bruxelles da’ una settimana di tempo all’Italia per presentare un documento dettagliato per la riduzione del debito eccessivo. Non fanno sconti i ministri economici della zona euro  che ritengono giustificata  l’apertura della procedura di infrazione e mettono alle strette l’Italia. Adesso l’esecutivo dovrà dimostrare di mettere a posto i conti, avviare le riforme adeguate, tagliare gli sprechi e rassicurare l’Europa che ha sollevato le  obiezioni UE per disavanzo eccessivo causato dal mancato rispetto della regola del debito. Questo punto non era all’ordine del giorno della  riunione dei 18 ministri delle Finanze della zona euro, che si era aperta giovedì pomeriggio in Lussemburgo, ma il dossier Italia tiene banco soprattutto nel bilaterale tra il ministro dell’Economia Giovanni Tria e il vicepresidente della Commissione Ue Valdis. «Accolgo con favore gli impegni di Tria e Conte, so che agiscono in buona fede e con buona volontà per un accordo, ma ci servono più dati, più impegni, fatti, e misure necessarie, perché alla fine le regole sono regole e i conti devono tornare», ha detto il commissario agli affari economici Moscovici. «Non solo la Francia ma tutto l’Eurogruppo ha preso atto delle conclusioni della Commissione e invitato ad andare avanti nel dialogo. Rimango ottimista», ha sottolineato Tria. Ma il Ministro di viale Trastevere sa di essere isolato. Ha bisogno di alleanze  e capire chi tra i partner europei è disposto ad aiutare l’Italia. Conte e Tria lavorano in tandem per convincere l’Europa che gli obiettivi dell’Italia non sono troppo ambiziosi e che a fine luglio ci saranno maggiori entrate e minori spese tali da migliorare deficit e debito.Dal Lussemburgo però filtra l’insoddisfazione di Eurogruppo, Ecofin e Commissione delle indicazioni fornite dal ministro italiano dell’Economia  sull’impegno del governo a restare in linea con le regole di bilancio. Questa è la ragione per cui l’esecutivo europeo avrebbe dato una   settimana a Tria per fornire risposte esaurienti e dare una valutazione approfondita sulla situazione italiana. La scadenza successiva sarà quella del 9 luglio, quando l’Ecofin potrebbe lanciare ufficialmente la procedura e li non ci sarebbe più scampo per l’Italia. 
Nelle ultime ore  Conte non fa altro che rassicurare i mercati e gli alleati di governo che non ci sarà nessuna manovra correttiva e che la lettera sulle correzioni e’ quasi pronta. “Non chiedeteci un salasso” dice Salvini altrimenti la nostra risposta sarà no”. Gli fa eco il suo alleato di Di Maio: “Responsabili ma non fessi. Se qualcuno pensa di tagliare i servizi troverà un muro di cemento armato ”. E per l’azzurro ed ex ministro Brunetta: “Ci sono tutti gli elementi per far scattare la procedura di infrazione”. Ma ieri la politica e’ stata scossa dalla bufera  giudiziaria legata al CSM che vede coinvolti diversi membri togati e due parlamentari del PD, Luca Lotti e Cosimo Ferri. Lotti sospettato di ingerenza per la scelta delle procure si autosospende dal Pd dopo che erano volati gli stracci tra i parlamentari delle diverse correnti per le dimissioni a corrente alternata nel partito dopo le vicende giudiziarie dell’Umbria e della Calabria e ora alle prese con le intercettazioni che vedono coinvolti uomini del pd. Zingaretti ringrazia Lotti per il suo gesto ma sul segretario sono piovute critiche da più parti per non essere intervenuto nella vicenda chiedendo le dimissioni dell’ex sottosegretario. 

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